Sono ancora pochi i comuni che hanno deciso di passare al sistema di tariffazione puntuale e ovunque ove applicata (soprattutto ai sensi del DM 20 Aprile 2017) viene evidenziata la seguente e pesante criticità:

A fronte della messa in opera di un sistema di complessa gestione (fornitura di attrezzature con codice univoco per l’identificazione utenza, sistema di letture dei codici a bordo mezzo per tutto il parco veicoli addetti alla raccolta e/o impiego di sistemi di lettura portatili tramite operatori addetti, utilizzo di software gestionale specifico per la tenuta ed aggiornamento della banca dati conferimenti etc.) si rileva un basso ritorno economico in termini di risparmio per le utenze definite come “virtuose” dal sistema.

I modelli infatti più diffusi di tariffazione puntuale, così come indirizzati anche dal citato decreto, monitorano i soli conferimenti di rifiuto indifferenziato. L’eventuale minor spesa di smaltimento in discarica (quasi sempre inferiore al 10% dei costi complessivi per la gestione dei rifiuti solidi urbani) viene tradotta in scontistica per le utenze che hanno contribuito nell’anno solare con minori conferimenti.

In termini spiccioli per una famiglia “virtuosa” che riesce, a titolo di esempio, ad esporre il secco residuo con frequenza dimezzata rispetto a quella di raccolta, la scontistica applicata raramente è così significativa da essere anche solo percepita. Nella maggior parte dei casi infatti la scontistica applicata si limita a compensare, per le utenze virtuose, l’aumento dei costi sostenuti per l’introduzione della tariffa puntuale stessa (nell’ordine di grandezza dei 5/10 € abitante/anno).

La metodologia certificata in esame (i.e. Carbon WastePrint certificata ai sensi della UNI EN ISO 14064-2:2012) risolve le succitate criticità nel passaggio al sistema di tariffazione puntuale.

Con l’applicazione di tale metodologia infatti TUTTI i comportamenti “virtuosi” (ossia riconducibili alle 3 ERRE: Riduzione, Riuso, Riciclo) adottati nella gestione dei rifiuti urbani da parte di CIASCUNA UTENZA vengono pesati, quantificati e convertiti in unico parametro di riferimento: CO2 prodotta o CO2 evitata.

Secondo la metodologia, preso a riferimento un ANNO ZERO (solitamente quello che più approssima l’obbiettivo di legge di Raccolta Differenziata del 65%) viene calcolato il valore atteso nella produzione rifiuti per ciascuna utenza. Tale valore atteso di produzione determina per ciascuna frazione rifiuto (al minimo per poter applicare la metodologia secco, umido e carta/cartone) e per ciascuna utenza la BASELINE sulla quale verrà determinato se i futuri comportamenti dell’utenza risultano:

-          MIGLIORATIVI - ossia comportano un minor impatto ambientale in quanto riducono la CO2 prodotta rispetto all’anno di riferimento;

-          PEGGIORATIVI - ossia comportano un maggior impatto ambientale traducendosi in aumento della produzione di CO2 rispetto all’anno di riferimento.

L’applicazione della metodologia pertanto risulta, oltre che economicamente più significativa per le utenze “virtuose”, vantaggiosa sotto diversi aspetti:

-          SOCIALE – garantisce infatti EQUITA’ in quanto ciascuna utenza paga per la sommatoria misurata dell’impatto ambientale dei propri comportamenti eliminando la necessità di applicazione di elementi presuntivi (es. riduzioni o scontistica applicata sulla base di dichiarazioni/auto certificazioni) o di elementi impositivi (es. spesso alle utenze che dichiarano di praticare l’autocompostaggio viene tolta la possibilità di conferimento dell’umido al servizio di raccolta) inoltre, grazie all’applicazione della metodologia, l’utenza ha modo di COMPRENDERE CHIARAMENTE (edotta = consapevole = responsabile) come ed in quale misura ciascun suo comportamento incida in termini d’impatto ambientale ed in termini di costo di servizio (ad esempio che peso ha sull’ambiente ed in termini di costo il riuso di uno specifico bene piuttosto che il suo avvio a riciclo o avvio a smaltimento, che peso ha acquistare prodotti alla spina piuttosto che acquistare prodotti pluri imballaggio seppure questi vengano correttamente avviati a riciclo etc.)

-          AMBIENTALE – in quanto misura e CERTIFICA l’effettiva capacità di un territorio di migliorare/peggiorare di anno in anno le proprie prestazioni in termini di impatto ambientale legato all’intero ciclo della gestione dei rifiuti solidi urbani; 

-          ECONOMICO– in quanto i comportamenti virtuosi, oltre al mero risparmio per i minori quantitativi di secco avviato a smaltimento (come già detto in caso di applicazione modello TARIP di cui DM Aprile 2017), vengono tradotti in CREDITI di CO2 che possono essere scambiati sul mercato, convertiti in valore economico e quindi restituiti alle utenze sotto forma di ulteriore PREMIALITÀ.

Il modello Carbon WastePrint risulta pertanto strategico per il passaggio alla Tariffazione Puntuale qualora questa sia intesa non come ennesimo ed ulteriore dovere/gravame di legge ma come effettivo ed unico sistema ad oggi disponibile per garantire la massima responsabilizzazione (etica ed economica) dei comportamenti del singolo individuo nel ciclo dei rifiuti solidi urbani.